Il Web 2.0 e l'innovazione nella PA

"La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato in altri progetti” (J.L.)

The Blogging Revolution

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Ho trovato in rete questo interessante rapporto del Prof. David C. Wyld Maurin Professor of Management e Director of Strategic e.Commerce/ e-Government Initiative presso la Southeastern Louisiana University del Luglio 2007 sulla diffusione dei blog nella Pubblica Amministrazione. Si tratta di uno studio commissionato dal Centro di competenza per la Pubblica Amministrazione di IBM che esamina gli utilizzi e i benefici di network sociali e blogging nel Settore Pubblico: “The Blogging Revolution: Government in the Age of Web 2.0“. Sono passati quasi due anni da quando è stato pubblicato negli USA eppure mantiene, soprattutto per l’Italia, un significativo valore di attualità. Il rapporto descrive dettagliatamente le attività di blogging di membri del Congresso, governatori, sindaci, dipartimenti di polizia e vigili del fuoco, e fornisce importanti chiarimenti sulla modalità di utilizzo del blogging all’interno degli enti pubblici per migliorare le comunicazioni interne e velocizzare il flusso delle informazioni. Il rapporto valuta inoltre il fenomeno del blogging nelle istituzioni e nelle grandi imprese americane con un’indagine sui top executive che lo utilizzano, esaminandone le potenzialità e le implicazioni. Nel rapporto si parla di “Corporate Blogging”, di “ROI of Blogging”, del “Blogging and internal Communications/Operations” ed un’interessante monitoraggio dei moltissimi “blog istituzionali” ovvero quei Blog gestiti da figure di riferimento per le istituzioni. C’è anche un interessante schema con le 10 raccomandazioni fondamentali per la gestione di un Blog in un contesto di E-Gov.

Il Web 2.0 è caratterizzato dall’aumento di contenuti generati dagli utenti su Internet, un ambiente in cui non è più necessario preoccuparsi degli aspetti tecnici dell’informatica. Il rapporto di Wyld è un’istantanea delle prime fasi di Web 2.0, in cui il fenomeno del blogging non è altro che una delle tecnologie più pubblicizzate per creare network sociali. Wyld si sofferma su altre tecnologie Web 2.0, come la creazione di siti wiki – dove migliaia di utenti collaborano congiuntamente per creare contenuti. Vengono illustrate diverse implementazioni di “situazioni ed identità virtuali” e social network tra cui quelle del mondo accademico con circa 100 università che utilizzano Second Life per condurre seminari on-line oppure i casi di società che lo utilizzano per condurre riunioni ed alimentare sinergie interne. E’ evidente che sull’ argomento Second Life si percepiscono in pieno i due anni ed i limiti di una visione datata del rapporto.

Per chi volesse visionarlo nella sua forma integrale questo è il documento originale oppure potete visionare le slide di presentazione del rapporto.  Buona lettura.

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Written by Pietro Monti

23 gennaio 2009 a 7:56 PM

Pubblicato su Articoli generali, blog, web 2.0

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