Il Web 2.0 e l'innovazione nella PA

"La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato in altri progetti” (J.L.)

FORUM PA EXPO’09: uno speciale “Zoom Amministrare 2.0”

with one comment

forum_pa_expoQuest’anno il FORUM PA 2009 dedica un’intera sezione espositiva e congressuale ai servizi on line per i cittadini e al nuovo modo di concepire il servizio pubblico con uno speciale  Zoom Amministrare 2.0. 

Sono sicuro che non assisteremo, proprio su questo argomento, a passerelle rituali. ForumPA ci ha abituati a momenti alti ed importanti di riflessione ma forse, proprio sul 2.0, quest’anno sarà più difficile che riuscirà a farci portare a casa qualche elemento significativo di chiarezza. Le best practices ed il modo di presentarle saranno fondamentali.

Le idee, le riflessioni girano intorno ad una innovazione tecnologica nella PA tutta da cogliere, ambiguità da chiarire e prospettive sicuramente più che interessanti per la Pubblica Amministrazione che potrebbero consentire di accedere a strumenti innovativi, ridurre i costi e recuperare efficienza. Gli argomenti principali di riflessione sono i seguenti:

  • Creare portali di servizio realmente orientati al cittadino, progettati a partire dalla user experience con contenuti generati dagli utenti stessi;
  • convogliare i servizi di telecomunicazione su linee internet (VOIP), utilizzare la videoconferenza IP per comunicare meglio tra sedi diverse, utilizzare strumenti di messaggistica integrata, valorizzare la NetPresence;
  • ricorrere a soluzioni WEB 2.0. per avviare processi di coinvolgimento degli utenti, interazione orizzontale, inclusione sociale, produzione diffusa di contenuti e autogestione della qualità del dato. 

In questo contesto appare evidente che uno scenario innovativo 2.0 possa anche influenzare due elementi e due strategie che spesso vengono viste in modo troppo disaccoppiato: 

  • la strategia di CRM, la sua contestualizzazione, i sistemi di rilevazione della customer satisfaction, le rielaborazioni ma soprattutto le innovazioni del back office.
  • la strategia di cooperazione applicativa (SPCoop), il suo non essere più una semplice sinergia di dati e neanche un modo più standardizzato per “scambiare dati”, ma una vera sinergia di integrazione tra processi nella PA, un antidoto contro il nomadismo burocratico che il cittadino è costretto a percorrere anche nel network pubblico dei servizi on line.

C’è la preoccupazione che ben poche delle potenzialità offerte dalle innovazioni tecnologiche siano state state ancora colte e che il fattore culturale non sarà così semplice da affrontare. Non basta essere semplicemente disponibili all’innovazione, è necessario essere preparati e predisposti organizzativamente. Su questo aspetto il Forum ha lanciato un sondaggio (‘indagine “Amministrare 2.0”) per misurare il grado di percezione e forse di predisposizione al cambiamento. I dati purtroppo indicano un distacco tra le potenzialità tecnologiche  da una parte ed un reale utilizzo dei servizi dall’altra che rimane ancorato, come risulta dall’indagine (76%), alla semplice ricerca di informazioni. Eppure le “potenzialità tecnologiche sono sempre coperte da investimenti corposi che dovrebbero consentire, già solo per le dimensioni, di affrontare con ampie possibilità di successo i temi della partecipazione, dell’innovazione e del cambio di paradigma. 

Ma è evidente che siamo costretti a tornare agli ormai soliti aspetti culturali che però è bene ribadire anche per i “mestieranti informatici”. Il cambio culturale parte dalla raccolta dei requisiti, dalle fasi della progettazione e, come diceva Marco Neri nel suo post, deve ancora affermarsi, soprattutto in ambito istituzionale e pubblico, una generazione di protagonisti (progettisti, dirigenza) in grado di fare grandi progetti senza i soliti grandi scenari faranoici dell’informatica tradizionale, compresa quella approdata al web negli ultimi anni. Grandi progetti che sappiano “dare per scontato che quello che serve c’è già e se non c’è si va a prendere da qualche parte”, grandi progetti che non si limitino a “mettere al centro l’utente” in termini simbolici e forse un pò demagogici, ma che lo rendano realmente protagonista della costruzione dei contenuti e dei servizi.

——————————————————————————
Manda questo post ad un amico »

Annunci

Written by Pietro Monti

18 febbraio 2009 a 1:15 PM

Una Risposta

Subscribe to comments with RSS.

  1. Come non essere d’accordo.
    Tra le altre cose, i “mestieranti informatici” dovrebbero capire che i grandi progetti di cui auspichi l’avvento necessitano di servizi ad alto valore aggiunto che in paesi come l’Italia, in generale in tutto il mondo occidentale, si dovrebbero perseguire per rimanere ad essere “conduttori” piuttosto che essere “condotti”.
    Continuare a fare progetti informatici classici ci avvicina sempre di più a India, Cina, Brasile con la “fortuna” che in Italia il costo del lavoro non è lo stesso (è una battaglia impari; chi lo persegue avrà un sicuro futuro di sventura).

    Marco

    18 febbraio 2009 at 7:52 PM


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: