Il Web 2.0 e l'innovazione nella PA

"La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato in altri progetti” (J.L.)

Archive for marzo 2009

Web 2.0 e la sicurezza delle applicazioni

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di Ettore Robustelli

applicazioni-sic-11Con il termine “Web 2.0” si intende genericamente l’evoluzione di Internet, ed in particolare del World Wide Web, dall’obsoleto “Web 1.0” statico, con i frameset e le estensioni proprietarie dell’HTML, monotematico e con le connessioni internet dial-up a 56K, nel quale l’utente era esclusivamente consumer dei servizi offerti, verso un mondo, “il Web 2.0 appunto”, che mette al centro la dimensione sociale della rete e che fa della condivisione dei contenuti un punto cardine, che prevede quindi applicazioni multicanale, con contenuti diversificati e un’elevata interazione tra l’utente e l’applicazione stessa. Un mondo nel quale l’utente diventa prosumer ovvero produttore e contemporaneamente consumatore dei contenuti offerti dalle applicazioni (ad es. blog, forum, chat, sistemi quali Wikipedia, Youtube, Facebook, Myspace, Gmail, WordPress ecc.).  >>>>>>>>>>>>> Leggi il seguito di questo post »

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Written by Pietro Monti

29 marzo 2009 at 10:31 PM

Pubblicato su applicazioni web, web 2.0

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Social Network: i motivi di un successo

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di Antonio Tommaso *

Da qualche tempo sono anch’io un utente di Facebook. Lo sono da quando una mia amica mi ha raccontato di essere socialnetriuscita a ritrovare grazie a Facebook i suoi vecchi compagni di scuola. Anche a me piacerebbe, ho pensato … e quindi mi sono profilato ossia mi sono presentato al network. Ma non ho fatto soltanto questo. Ne ho parlato con altri amici che non lo conoscevano. Facebook – ho detto loro – è uno strumento utilizzato per creare relazioni tra persone. Ognuno può presentarsi al network gratuitamente descrivendo se stesso: i suoi interessi, gusti, pensieri, valori e anche stati d’animo. La descrizione di sé si può arricchire con musica, foto, video. Tra le milioni di persone profilate ci sono anche persone famose ed è possibile conversare con loro.

Milioni di persone? – mi sento dire. Come può una cosa del genere attirare milioni di persone?

Questa domanda mi ha incuriosito e mi ha spinto a interessarmi maggiormente dell’argomento. Ho scoperto che esistono numerose analisi complesse di tipo sociologico e anche psicologico, più o meno interessanti. Il mio intento è quello di focalizzare i termini della questione considerando due punti di vista.

Il primo: questi media sono strumenti vincenti perché riescono a soddisfare bisogni delle persone altrimenti insoddisfatti.

La natura sociale della persona è fondata infatti sul bisogno: bisogno di chiedere cose che non si hanno (o che non si conoscono) a chi le possiede e anche bisogno di dare per avere una misura “oggettiva” del valore di ciò che si possiede o di ciò che si è. Ogni persona è in cerca di luoghi in cui i suoi bisogni (di dare e di ricevere) siano soddisfatti. Leggi il seguito di questo post »

Written by Pietro Monti

25 marzo 2009 at 5:42 PM

Pubblicato su social network

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Il futuro delle applicazioni web 2.0 accessibili

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 di Tullio Nascimben*

accessibilita-bollino2Negli ultimi 4 anni il compito arduo di tutti gli operatori in ambito web è stato coniugare la normativa italiana (legge “Stanca” 4/2004 e successive direttive Cnipa) con le esigenze di pubblicazione di contenuti e servizi su internet.

Le difficoltà maggiori sono state più di natura culturale che tecnologica. I limiti tecnologici sono sostanzialmente riconducibili ai “sistemi editoriali” adottati, ovvero sistemi di gestione contenuti (CMS – Content Management System ), alla gestione delle pagine web (DTP – Desktop Publishing ) o all’utilizzo di framework  inappropriati per la scrittura degli (per la conformità con gli) standard richiesti.

 Dal punto di vista culturale le difficoltà sono state di chi:

  • ha volutamente ignorato per incompetenza che non vi sono limiti alla creatività (“…non voglio rinunciare alla grafica per avere solo testo nero su bianco…), ma ha vissuto con angoscia il timore di sanzioni, che, tra l’altro, non sono mai arrivate;
  • con superficialità ha pensato di intervenire solo alla fine (“…abbiamo sviluppato il portale… adesso rendiamolo accessibile…”), dimenticando che tali requisiti richiedono un impegno sin dalla fase ideativa del progetto;
  • ha avuto il compito di affiancare e supportare i gruppi di sviluppo, ma, forte di una breve esperienza maturata, con una rigidità (“talebana” direbbe qualche persona che conosco), ha invece contribuito a generare confusione “panico da implementazione” nei responsabili IT (“…preferisco lasciare tutto così come è, piuttosto che imbarcarmi in una riprogettazione…).

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Written by Pietro Monti

17 marzo 2009 at 9:28 PM

Pubblicato su accessibilità, applicazioni web

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Formazione, “benessere-organizzativo”, comunicazione ………..

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Recensione del libro: “Comunicazione Pubblica 2.0 – Tecnologie, linguaggi, formati (a cura di Lovari A., Masini M.)

 …e poi basta co’ sti’ blog e le fesserie 2.0 comuniste (2.0=social=comunista) con più scrittori che lettori (e poi ci tocca fa’ le centrali atomiche per tenere in piedi tutti sti’ CED)!

lovari-libroQuesta battuta, che cerca di essere spiritosa, viene da un mio carissimo amico, un profondo conoscitore del mondo dell’informatica nelle sue più remote sfaccettature tecniche e nei suoi aspetti più strategici di business.  In realtà, anche se dalla battuta non si direbbe (è un ovvio paradosso), basta conoscerlo per sapere che proprio lui ha più a cuore di me i principi di riferimento del 2.0, con tutta la laicità, il disincanto e l’intelligenza che contraddistingue la sua persona.
Però quella battuta gira molto tra gli addetti ai lavori, tra coloro che normalmente identifichiamo come i progettisti e gli architetti di servizi  informatici.
Il libro che voglio presentare lo dedico a lui, non perché avrebbe bisogno di leggerlo più di altri, (anche se male non gli farebbe), tutt’altro. Lo dedico a lui perché con la sua battuta mi ha ricordato ancora una volta qual è la realtà di molti “addetti ai lavori”, di molti di coloro che conducono il gioco del business delle forniture informatiche e dei grandi progetti nella Pubblica Amministrazione.

Il libro è un testo curato da Alessandro Lovari, dottorando di ricerca in Scienze della Comunicazione presso Sapienza Università di Roma e tecnico della comunicazione pubblica e istituzionale presso l’Università degli Studi di Siena e da Maurizio Masini, ricercatore presso il dipartimento di Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Siena, esperto in progettazione di prodotti multimediali per la comunicazione.

Si tratta di una raccolta di saggi frutto di un ciclo di seminari organizzato dall’Università di Siena secondo un modello formativo originale nei contenuti e nelle modalità di erogazione. Lo scopo è quello di conoscere e comprendere come web 2.0, social network, multicanalità e multimedialità stiano cambiando la comunicazione pubblica. Leggi il seguito di questo post »

Written by Pietro Monti

12 marzo 2009 at 7:27 AM

I “micromedia” per una P.A. “dal basso”

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di Adriano Bernetti *

Il web di seconda generazione sta cambiando i rapporti tra organizzazioni e persone. Su questa affermazione credo che possiamo trovare tutti un punto di incontro.  Siti web, corporate blog, social network ed enciclopedie virtuali costringono le aziende a ripensare la propria relazione con i clienti. Non è solo una questione di stile di comunicazione, c’è qualcosa di profondamente diverso.

massmedia Chi naviga sul web ormai non è solo lettore – più o meno consapevole – chiamato nel migliore dei casi a dare un proprio punto di vista, ma è, a pieno titolo, interprete del ruolo di creatore e divulgatore di contenuti e informazioni. Gli esperti dicono che il “consumer” di dati e informazioni si è trasformato in “prosumer”.

Le aziende devono ripensare alcuni principi, apparentemente inconfutabili fino a pochi anni fa. È  ormai chiaro che, su internet, le grandi campagne e il marketing tradizionale non funzionano perché la rete “mette in contatto gli individui che possono parlarsi attraverso strumenti comunicativi ed editoriali semplici, alla portata di tutti (cito qui Luisa Carrada in uno dei suoi Appunti, Dal Cluetrain Manifesto al Gonzo Marketing, nel mestierediscrivere.com). Lo fanno riunendosi intorno a siti dove possono condividere passioni, interessi, valori. Siti quasi sempre più visitati e autorevoli dei siti aziendali. Siti organizzati e “vissuti” da persone concrete, divertenti, oneste, attendibili.
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Written by Pietro Monti

2 marzo 2009 at 10:20 PM