Il Web 2.0 e l'innovazione nella PA

"La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato in altri progetti” (J.L.)

Formazione, “benessere-organizzativo”, comunicazione ………..

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Recensione del libro: “Comunicazione Pubblica 2.0 – Tecnologie, linguaggi, formati (a cura di Lovari A., Masini M.)

 …e poi basta co’ sti’ blog e le fesserie 2.0 comuniste (2.0=social=comunista) con più scrittori che lettori (e poi ci tocca fa’ le centrali atomiche per tenere in piedi tutti sti’ CED)!

lovari-libroQuesta battuta, che cerca di essere spiritosa, viene da un mio carissimo amico, un profondo conoscitore del mondo dell’informatica nelle sue più remote sfaccettature tecniche e nei suoi aspetti più strategici di business.  In realtà, anche se dalla battuta non si direbbe (è un ovvio paradosso), basta conoscerlo per sapere che proprio lui ha più a cuore di me i principi di riferimento del 2.0, con tutta la laicità, il disincanto e l’intelligenza che contraddistingue la sua persona.
Però quella battuta gira molto tra gli addetti ai lavori, tra coloro che normalmente identifichiamo come i progettisti e gli architetti di servizi  informatici.
Il libro che voglio presentare lo dedico a lui, non perché avrebbe bisogno di leggerlo più di altri, (anche se male non gli farebbe), tutt’altro. Lo dedico a lui perché con la sua battuta mi ha ricordato ancora una volta qual è la realtà di molti “addetti ai lavori”, di molti di coloro che conducono il gioco del business delle forniture informatiche e dei grandi progetti nella Pubblica Amministrazione.

Il libro è un testo curato da Alessandro Lovari, dottorando di ricerca in Scienze della Comunicazione presso Sapienza Università di Roma e tecnico della comunicazione pubblica e istituzionale presso l’Università degli Studi di Siena e da Maurizio Masini, ricercatore presso il dipartimento di Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Siena, esperto in progettazione di prodotti multimediali per la comunicazione.

Si tratta di una raccolta di saggi frutto di un ciclo di seminari organizzato dall’Università di Siena secondo un modello formativo originale nei contenuti e nelle modalità di erogazione. Lo scopo è quello di conoscere e comprendere come web 2.0, social network, multicanalità e multimedialità stiano cambiando la comunicazione pubblica.L’introduzione alle dinamiche del 2.0 parte da un approccio alla multicanalità intesa non come una sommatoria di strumenti e canali ma un approccio sistemico alla gestione delle attività di comunicazione fino a considerare la selezione degli strumenti ed il loro uso come fondante dell’identità dell’amministrazione (Alessandro Lovari) ed essenziale per la pianificazione della comunicazione (Leda Guidi).

C’è un’interessante introduzione al concetto di “software sociale” prima ancora che di “social network”. Il software sociale promuove la creazione di legami tra gli utenti, favorisce il decentramento, è flessibile ma soprattutto propone una profonda ridefinizione del ruolo dell’intermediazione (giornalistica, di comunicazione, di fornitore di servizi, etc..).
Un cenno sull’organizzazione dei contenuti ci riporta agli “eventi della vita” (allegato 1 – Metafora della Comunicazione) alla centralità dell’utente  anche in termini di tagging e folksonomie i cui principi trovano concreta applicazione nei servizi di social bookmarking (Mattia Miani) che credo siano ancora troppo assenti nei portali della PA.
Il saggio di Roberto Zarro ci ricorda quanto il termine web 2.0 possa essere, almeno in parte, una invenzione di marketing ma al tempo stesso con una sua legittimità per la piena affermazione del concetto di interattività e partecipazione. Ma nella PA, ricorda ancora Zarro, la comunicazione continua a restare unidirezionale, le istituzioni devono preservare stili e atteggiamenti non sempre compatibili con l’effervescente confusione tipica del web 2.0.

Quasi sempre, quindi, pur investendo nel digitale, nella maggior parte dei casi, le PA si sono rifiutate di aderire in maniera sincera e convinta a quei principi di interattività e condivisione.
C’è il caso del blog del Procuratore di Ancona, Gaetano Dragotto, attivato per far circolare idee ed opinioni (tra i magistrati) sulla qualità delle sentenze emesse nei tribunali del suo distretto.

In Inghilterra e Stati Uniti, ad esempio, centinaia di migliaia di navigatori commentano ormai abitualmente la qualità del lavoro di medici e strutture sanitarie. Lo stesso avviene in campo politico, con nuovi sistemi che permettono di monitorare puntualmente l’operato dei parlamentari.
Ma nella maggior parte dei casi, anche se mossa da intenti assolutamente condivisibili e pur investendo molto sui servizi in rete, la progettualità è rimasta al livello della semplice digitalizzazione della burocrazia.

Daniele Magrini (direttore di www.intoscana.it) riporta una famosa citazione di Tim Berners Lee, uno dei padri di internet che ci riporta ad uno dei concetti più discussi (a cui io stesso sono molto legato), quello dell’intercreatività: “dovremo essere in grado non solo di trovare ogni tipo di documento, ma anche di crearne e facilmente. Non solo di seguire i link, ma di crearli tra ogni genere di media. Non solo interagire con gli altri ma di creare con gli altri. L’intercreatività vuol dire fare insieme cose o risolvere insieme problemi. Se l’interattività non significa soltanto stare passivamente davanti a uno schermo, allora l’intercreatività non significa solo starsene seduti di fronte a qualcosa di interattivo“.

In sostanza ci troviamo troppo spesso di fronte a Portali che parlano solo di se stessi, autoreferenziali. Internet contiene paradosso: solo quando esce dal mezzo è completo (Burschtein).
La democrazia elettronica non è solo uno strumento in più in mano al navigatore ma è un rafforzamento della democrazia come la intendiamo tradizionalmente (Erkii Liikaneen, Commissario Europeo per la Società dell’Informazione dal 1999 al 2004).

Un’altra tra le tantissime citazioni di Magrini ci porta alla relazione di Gigi Cogo (www.saperi.forumpa.it) ” Per introdurre le dinamiche 2.0 nella PA è necessario migrare da un’organizzazione per funzioni a una rete di relazioni tra persone. In questo modo si favorisce il benessere organizzativo“.
C’è un capitolo dedicato alla scrittura istituzionale sul web con degli interessanti casi di studio ed un approfondimento su cosa si intende per scrittura istituzionale nel web 2.0 e sul cambio nell’approccio alla comunicazione. Sul benessere organizzativo torna ancora più avanti Alessandra Mazzei nella sua analisi sulla comunicazione interna per generare risorse di conoscenza e di alleanza attiva.

Mazzei analizza anche i comportamenti attivi di comunicazione individuando quattro tipologie di collaboratori (modello di Snell, Shadur, Wright) ciascuno con un diverso tipo di apporto all’organizzazione.
Le due risorse che catalizzano il funzionamento dell’organizzazione, la conoscenza e l’identificazione, scaturiscono da diversi processi di comunicazione interna. Un Ente che eroga servizi fondamentali come quelli pubblici, ha un nodo cruciale che è quello del personale che deve essere messo in grado di conoscere gli obiettivi dell’organizzazione, l’attività del proprio settore e, non ultimo, il proprio ruolo. I coinvolgimento e la motivazione dei dipendenti passa attraverso la diffusione della missione dell’amministrazione.

La formazione, la motivazione del personale sono dunque strategici così come era stato sottolineato da Masini nell’introduzione: la formazione fornisce spesso risposte parziali in mancanza ancora di un’esperienza condivisa. Mancano ancora le competenze trasversali tra il padroneggiare dei nuovi strumenti tecnologici, dei contenuti e delle strategie comunicative ed è necessario individuare i modelli formativi e le esperienze di formazione professionale possibilmente anticipatorie rispetto ai cambiamenti tecnologici e comportamenti in atto nella società.

Tuttavia neanche in questo libro (ma non poteva essere diversamente visto che i saggi derivano da seminari) si affronta e si fa cenno ad uno dei nodi più difficile da sciogliere: le modifiche necessarie ad un rapporto di lavoro del pubblico impiego non più adeguato alla necessaria flessibilità professionale (non mi riferisco alla flessibilità in entrata o in uscita) ed alla mobilità di carriera entrambe ancora troppo ingessate negli antichi meccanismi dei concorsi pubblici. Infine manca un’analisi del ruolo del Sindacato e delle organizzazioni dei lavoratori all’interno della Pubblica Amministrazione. Sono approfondimenti che si renderebbero necessari per dare concretezza ad un percorso di cambiamento che altrimenti rischia di restare ricco di aspettative ma con poche possibilità di successo.

Per tornare alle incursioni di marketing dei tanti che parlano di 2.0, vi presento una “non recensione” su un altro libro appena uscito il cui titolo è significativo e direi anche grottesco: Scuba 2.0 – La nuova subacquea: tecnica, divertimento, passione. Mi aspetto che usciranno ricette per spaghetti 2.0, automobili 2.0, divani, vacanze e chissà, anche parenti 2.0. Tutti animati da passione per la partecipazione e la democrazia.

 Un ultimo richiamo al COMPU-TEC, il progetto dell’Università degli Studi di Siena con i suoi seminari sulla Comunicazione Pubblica e le Tecnologie (http://www.media.unisi.it/computec/). Proprio in questi giorni sta partendo un gruppo di seminari (gratuiti) che vorrei segnalare a tutti:

1. Verso la citizen satisfaction: progettare e valutare la soddisfazione del cittadino on line
2. I processi inclusivi e la Rete: può Internet favorire la partecipazione dei cittadini?
3. Media, uffici stampa e crossmedialità: prospettive, strumenti e nuove professioni
4. Comunicare la P.A. con la televisione digitale
5. Pronto P.A?:sviluppare la comunicazione pubblica e i servizi ai cittadini tramite il cellulare e le piattaforme mobili.
6. Amministrazioni pubbliche, tecnologie e cittadini: nuovi diritti o nuovi doveri?

  

LA SCHEDA DEL LIBRO

Titolo: Comunicazione pubblica 2.0. Tecnologie, linguaggi, formati
Curato da: Lovari A., Masini M.
Editore: Franco Angeli
Data di Pubblicazione: 2008

 Indice

Introduzione
Maurizio Masini, Tecnologie per la comunicazione e formazione professionale
Alessandro Lovari, Dinamiche e opportunità per una comunicazione pubblica multicanale
Parte I. Tecnologie
Mattia Miani, Web 2.0 e comunicazione pubblica: mito, moda e realtà
Roberto Zarro, Istituzione e web 2.0: un’altra amministrazione pubblica è possibile;
Daniele Magrini, Nuove tecnologie, nuova democrazia
Leda Guidi, Gli strumenti della multicanalità: elementi per la pianificazione editoriale e la gestione operativa
Parte II. Linguaggi e formati
Domenico Fiormonte, Veronica Giannini, La scrittura istituzionale sul web: formazione o improvvisazione?
Sabrina Benenati, Nuove frontiere per la comunicazione sociale: i casi Save the Children e http://www.governoinforma.it
Alessandra Mazzei, Comunicazione interna e relazioni organizzative: il ruolo dei comportamenti attivi di comunicazione
Massimiliana Baumann, Postfazione
Claudia Barabesi, Ivo Riccio, Appendice: navigando tra le leggi
Note sugli autori.

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Written by Pietro Monti

12 marzo 2009 a 7:27 AM

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