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Pianosa: un’isola, tanti progetti

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Agosto, tempo di vacanze e di mare, almeno per me. Pianosa è un isola al largo delle coste della Toscana, da sempre  conosciuta come luogo di detenzione, l’Alcatraz italiana.

Dai tempi del Granducato di Toscana, passando per Napoleone fino agli anni del confino fascista (anche Sandro Pertini fu illustre “ospite” dell’isola), gli anni di piombo e della lotta alla Mafia, l’isola è stata un luogo di detenzione, di recupero o carcere di massima sicurezza. A seconda dei tempi e delle necessità. Il muro di cemento armato, il cd “muro Dalla Chiesa”, che circonda la splendida spiaggia di Cala pianosa muro dalla chiesaGiovanna è un colpo al cuore per il visitatore che arriva dal mare e l’entrata nella zona della colonia penale agricola sembra l’entrata di Jurassic park, con il suo grande portone di ingresso e la recinzione a prova di dinosauro.

Il piccolo paese con le sue case, dove una volta vivevano i “civili”, con i suoi vialetti, il porticciolo, gli edifici storici, è qualcosa di spettrale: c’è la farmacia, la scuola, il municipio, l’ufficio postale, perfino l’agenzia viaggi To.RE.MAR. Tutto chiuso, tutto abbandonato. Sembra di passeggiare dentro un set cinematografico.

Il 1871 fu l’anno in cui iniziarono i lavori che resero così elegante la struttura architettonica di Pianosa. L’isola divenne un modello di colonia agricola penale, dove i reclusi venivano rieducati attraverso il lavoro dei campi. pianosa anticaErano i tempi in cui l’Isola era famosa per la ricchezza delle sue falde ed era meta per i rifornimenti delle navi che facevano rotta nella zona. Di tutto ciò oggi non è rimasto più nulla, c’è solo un deserto e le falde acquifere si sono completamente esaurite. Adesso l’acqua deve essere portata con le navi cisterna, non ci sono più coltivazioni, ed il territorio appare molto degradato, è un’immagine ben lontana dal paradiso naturalistico che qualcuno potrebbe immaginare pensando agli attuali vincoli e divieti su tutta l’area.

Ma non voglio scrivere della storia di Pianosa, ci sono tantissime pubblicazioni in rete tra cui segnalo http://www.pianosa.net/storia.htm oppure quella dell’”Associazione per la difesa dell’Isola di Pianosa”  http://www.associazionepianosa.it/storia/piratinapoleone.asp .

pianosa porticcioloCon questo post volevo solo raccontare dei tentativi da parte di alcuni soggetti pubblici (Regione Toscana, Ente parco, Provincia di Livorno, comune di Campo dell’Elba), di riqualificare l’isola, introducendo un turismo “controllato”.  >>>>>>

Non sono un esperto e non so cosa si intenda nel dettaglio per “controllato”, ma ho letto che ci si riferisce ad un turismo mirato, ad attività scientifiche,  all’avvio del progetto sperimentale per la gestione dell’area marina protetta. Tuttavia l’originalità di Pianosa è molto particolare:  gli abitanti civili sono stati tutti sfrattati negli anni 70 e da allora l’isola è stata “abitata solo dalle istituzioni”. Per queste ragioni il primo passo da compiere potrebbe essere proprio quello di consentire la rinascita di una comunità stanziale con la sua economia di contesto, all’interno comunque di un progetto che eviti l’”assalto alla diligenza” della speculazione.

Ma in questi anni gli attriti tra il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, la Regione , la Provincia, il Comune di Campo dell’Elba (a cui Pianosa appartiene come competenza territoriale) ed il Ministero dell’Ambiente si sono fatti sempre più forti, a questi si sono aggiunti anche gli attriti tra le diverse associazioni (Legambiente, Associazione per la difesa di Pianosa). In questo contesto si sono moltiplicati i tentativi di “sviluppo” in termini di business turistico, spesso in modo più o meno sotterraneo. E’ evidente che proprio la mancanza di decisioni e di coesione tra le istituzioni sta compromettendo le possibilità di rinascita. Intanto l’unica presenza stanziale sull’Isola continua ad essere solo quella dell’Amministrazione Penitenziaria, dei Carabinieri e della Croce Rossa.

pianosa porticciolo 2Passeggiando per il paese si vede, nel porticciolo, un palazzo ristrutturato, la sua pulizia e bellezza stonano piacevolmente nel contesto di disgregazione circostante. L’edificio che gli sta accanto una volta era l’unica locanda albergo del’Isola ed ora sta cadendo a pezzi. Il palazzo si affaccia proprio su quello che Mauro Mancini descrive nel suo Navigare Lungocosta, come “Il porticciolo più bello del mondo”. L’opera di restauro è stata portata avanti dall’Amministrazione Penitenziaria che è anche la principale proprietaria degli edifici presenti nel paese.

La gita sul’isola è contingentata per un numero chiuso di turisti che possono visitarla ma non possono girare da soli, si rischia di essere multati da uno dei tre carabinieri in servizio. Quando si sbarca si viene accolti dalla camionetta dei CC e dal furgone della Croce Rossa che riappaiono sul molo la sera quando c’è la ripartenza del battello come a controllare che nessuno dei visitatori sia rimasto sull’isola. Sinceramente queste apparizioni sono alquanto grottesche. L’Associazione organizza anche delle escursioni in mountain bike o a piedi per visitare i luoghi del lavoro e della detenzione.

La guida che ci ha accompagnato nel giro in bike era molto preparata nel descrivere i luoghi ma anche nel trasmettere la rabbia per l’abbandono in cui versa l’Isola. Ci ha raccontato di essere un’avocato, assessore del Comune di Campo del’Elba e credo che faccia la guida per la passione e l’amore per la sua terra. Ma alcune sue battute mi hanno lasciato un po’ perplesso. Ho pianosa porto romanoletto di alcune proposte di “sviluppo” del Comune che mi sono sembrate troppo sbrigative, come la realizzazione di un aeroporto su Pianosa (dove durante la seconda guerra mondiale esisteva una pista per l’atterraggio di superleggeri tedeschi), la realizzazione di uno stabilimento balneare a Cala Giovanna (l’unica spiaggia di Pianosa dove oggi è consentita dal Parco una balneazione controllata) e “la creazione di due “punti blu” (noleggio di ombrelloni e sdraio) al Porto Romano e Cala del Bruciato, due insenature delicatissime nelle quali nidificano uccelli rari” (cit. di LegaAmbiente).

E’ stata una sua battuta amara a farmi pensare di scrivere questo post estivo: “speriamo che arrivi uno sceicco che metta i soldi e scacci finalmente lo Stato e la sua Amministrazione Pubblica, inconcludente e sprecona. Questo sarebbe l’unico progetto serio di rinascita dell’isola”.

Buone vacanze a tutti.

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Written by Pietro Monti

24 agosto 2009 a 12:54 PM

Una Risposta

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  1. La riconversione delle risorse non è meramente un fatto tecnico, ma prima di tutto è una grande scelta innovativa di vita e di cultura, cosa che però ……attualmente manca…… sic!

    Antonello

    25 agosto 2009 at 9:22 AM


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