Il Web 2.0 e l'innovazione nella PA

"La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato in altri progetti” (J.L.)

La banda larga non è un vezzo tecnologico

leave a comment »

Sembrava strano ma vero, il ministro Renato Brunetta solo pochi giorni fa aveva promesso banda larga per tutti, da 2 a 20Mb entro il 2010 ma ora le dichiarazioni del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta sullo stesso argomento, hanno spento le aspettative.

Gli 800 milioni (poco più della metà di quelli stanziati!) che da luglio attendevano il via libera dal Cipe sono stati “congelati” dal governo: «la crisi – ha spiegato Letta – ha cambiato l’ordine delle priorità dell’esecutivo». «L’occupazione – ha precisato Letta – è la nostra principale preoccupazione. Una volta usciti dalla crisi si potrà riprendere l’ordine della priorità, e la prima sarà la banda larga».

Come si può non capire che la crisi si supera proprio con l’innovazione? Che la banda larga non è un semplice internet più veloce, non è un vezzo tecnologico ma è un volano strategico per la crescita del paese? Non solo per il digital divide ma per creare opportunità e sviluppo economico e quindi occupazione di qualità.

Da una ricerca dell’osservatorio Between (http://www.osservatoriobandalarga.it/ ) risulta che il 50% degli italiani non ha mai messo mano ad un computer, l’80% è senza banda larga e l’infrastruttura portante non regge più il crescente carico di dati. La velocità reale delle attuali connessioni cosiddette veloci è meno della metà di quella promessa dagli operatori e la Fondazione Ugo Bordoni (http://www.fub.it/)  svilupperà un software per consentire a ciascun utente di testare la propria connessione e i dati saranno “pubblici” .

Che la banda larga porti sviluppo l’hanno capito tutti. La UE ha stimato quest’anno che la banda alrga porterà un milione di posti di lavoro fino al 2015 ed una crescita dell’economia europea di 850 miliardi di euro. Le aziende diventano più competitive perchè riescono a lavorare più rapidamente, i costi di viaggi e trasporti diminuiscono, scendono le spese della PA e aumenta il risparmio energetico (fonte L’Espresso).

La differenza di atteggiamento con gli altri Paesi europei, dove ci sono da anni piani nazionali per portare banda larghissima a 50-100 Megabit , è abissale: al 75% delle case entro il 2014 in Germania; a 4 milioni di case nel 2012 in Francia (che investirà 10 miliardi di euro cioè circa 10 volte tanto quello che prevedeva il nostro minipiano). Per la stessa ragione, la crisi, per cui l’Europa spinge i governi ad investire nella banda larga, in Italia si fa l’opposto, si congelano i soldi (neanche si dirottano!) per quando potremo permettercelo.

Purtroppo lo scenario nazionale è sconfortante: guerra alla tv satellitare, nessun investimento nelle infrastrutture di rete, anatemi contro i social network. La miopia di non cogliere il valore della rete in termini di sviluppo è stato sempre un fattore comune ai diversi governi che si sono succeduti. Ma ora la sensazione è proprio quella che siamo condannati a concepire l’innovazione e la crescita di questo paese solo come un fatto televisivo ed apapre quindi normale che tutti gli sforzi vadano nello switch-off del digitale terrestre.

Annunci

Written by Pietro Monti

6 novembre 2009 a 10:25 AM

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: