Il Web 2.0 e l'innovazione nella PA

"La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato in altri progetti” (J.L.)

Vivek Kundra

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di Antonio Tommaso

Vivek KundraUn fenomeno recente che negli USA sta attirando l’attenzione di colossi come Microsoft è quello dei Data Catalog pubblici, il primo dei quali sorse per iniziativa di Vivek Kundra, che oggi ha 35 anni ed è stato nominato da qualche mese Federal Chief Information Officer – ossia responsabile dell’ICT del governo federale – dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

In passato, quando  era  Chief Technology Officer – CTO – a Washington D.C. , mise in piedi il D.C. Data Catalog.

Il D.C. Data Catalog è uno strumento che mette a disposizione dei cittadini, via Internet, più di 300 set di informazioni – dalle richieste per il call center cittadino ai permessi di costruzione concessi, dai crimini commessi agli interventi di manutenzione stradale in corso, dall’elenco delle scuole per bambini autistici all’elenco delle piste ciclabili – prodotte delle Agency del District of Columbia, dalla Polizia, dal Call center cittadino, ….

Le informazioni sono disponibili in differenti formati (xml, kml, txt/csv, Atom) e possono essere utilizzate da chiunque nel rispetto delle condizioni di utilizzo previste per ogni set informativo pubblicato sulla Rete.

Kundra successivamente promosse Apps for Democracy, un concorso o meglio una serie di concorsi che vogliono premiare le applicazioni più creative sviluppate da volontari e basate sulle informazioni contenute nel D.C. Data Catalog.

La prima edizione del concorso portò allo sviluppo, in 30 giorni, di 47 nuove applicazioni web, iPhone e Facebook subito disponibili e utilizzabili da chiunque lo volesse. Il sindaco di Washington parlò di un costo di 50.000$ sopportato dalla sua amministrazione per l’organizzazione del concorso nel 2008 a fronte di un valore creato a vantaggio della città stimabile in 2.300.000 $.

Oltre a ciò attorno al sito di AppsForDemocracy si sta creando una comunità che aiuta l’amministrazione a perfezionare il Data Catalog, ad arricchirlo con informazioni sempre più utili.

L’edizione di quest’anno di Apps for Democracy è stata strutturata in due parti: nella prima parte veniva richiesto ai cittadini di fornire idee su come la tecnologia potesse migliorare il governo della città; nella seconda parte i cittadini venivano sfidati a realizzare applicazioni che rendessero più semplice la richiesta on line di servizi quali l’ispezione di edifici non abitati, la rimozione di alberi, la riparazione di strade, … . Le applicazioni dovevano essere prodotte con software open source e agli sviluppatori venivano fornite le API – Application Programming Interface – per accedere da programma al call center cittadino.

La giuria che valuta i lavori è formata da amministratori pubblici, ICT community e media e si punta a premiare l’utilità delle applicazioni prodotte e anche l’originalità.

L’applicazione che è risultata vincitrice si chiama SocialDC311. SocialDC311 è scaricabile da Apple iTune, gira su iPhone ed è integrata con Facebook. In http://www.victorshilo.com/dc311/2/  si può vedere una bellissima demo dell’applicazione. Il 311 è il numero telefonico del call center cittadino di Washington.

Facciamo un esempio di utilizzo di SocialDC311. Un cittadino passeggia per strada e nota una bicicletta abbandonata. Se ha un iPhone può usare SocialDC311 per inviare una segnalazione al call center descrivendo l’intervento richiesto ossia che cosa fare (rimuovere la bicicletta) e dove farlo (indicando l’indirizzo o anche sfruttando il GPS presente nell’ iPhone). Oltre a questo, se è un utente di Facebook può inserire tale segnalazione anche nel suo profilo personale. Se il cittadino è un utente di Facebook ma non ha un iPhone può richiedere l’intervento direttamente da Facebook. Le richieste sono mappate geograficamente ed è sempre possibile verificare se siano state soddisfatte o meno. Inoltre su Facebook è realizzata una “Hall of Fame” con l’indicazione delle persone che hanno effettuato il maggior numero di segnalazioni al call center.

L’interfaccia iPhone e Facebook di SocialDC311 organizza le richieste di intervento per categorie e ad ogni categoria è possibile associare una serie di dettagli utili per chi deve soddisfare la richiesta di intervento. Ad esempio se si richiede la rimozione di una bicicletta abbandonata si possono aggiungere dettagli quali il colore della bicicletta, la presenza o meno delle ruote, della catena … oltre naturalmente al luogo in cui la bicicletta si trova.

Esiste anche una mappatura geografica delle richieste di intervento, di quelle proprie e di quelle altrui. Da qui il cittadino può sapere se già altri hanno effettuato la stessa segnalazione e può anche essere informato circa lo stato dell’intervento.

Il successo di Apps For Democracy è tale che anche le città di New York e di San Francisco si stanno attrezzando per realizzare qualcosa del genere. Microsoft, da parte sua, ha avviato quest’anno una iniziativa per promuovere l’uso di questi cataloghi pubblici. Ha creato un repository che ha chiamato OGDI – Open Government Data Initiative – invitando le amministrazioni a pubblicare i loro cataloghi di accesso alle loro informazioni pubbliche.

OGDI sfrutta la tecnologia Windows Azure, il nuovo sistema operativo Microsoft  –  che guarda oltre Windows 7 – pensato per gestire risorse distribuite nella rete logicamente strutturate in cloud, “nuvole”.


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Written by Pietro Monti

30 novembre 2009 a 9:37 PM

3 Risposte

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  1. Bravo Tommaso ad attirare l’attenzione su Apps for Democracy che dimostra l’immediata utilità sociale di aprire ai cittadini i data base pubblici. Applicazioni come queste potrebbero segnare il passaggio, anche in Italia, dall’ E-GOVERNEMENT all’OPEN GOVERNEMENT e cioè ad un modello relazionale basato davvero sulla partecipazione. E la partecipazione può tradursi anche in significati ritorni economici nell’interesse della collettività.
    Visto che lavori in Inail, come il papà di questo blog, perché non cominciate a promuovere un progetto di Apps for Prevention, tanto più che le base dati infortunistiche dell’Inail sono già, saggiamente, a disposizione di tutti?
    Ovviamente mi dichiaro disponibile a sostenervi.

    Marco Stancati

    Marco Stancati

    21 dicembre 2009 at 7:03 PM

  2. In Inail abbiamo dati sugli infortuni, ma anche sui rischi connessi alle lavorazioni: una base dati aperta a tutti gli interessati alla sicurezza sul lavoro è un progetto a cui si lavora da tempo immemorabile…
    L’idea di Marco imprime una marcia in più, basata sulla partecipazione della collettività. Ve la immaginate la ricchezza di informazioni che potrebbero arrivare dai rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) se non dai lavoratori in prima persona, sui rischi veri, quelli più terribili, che minacciano l’incolumità delle persone? ve lo immaginate se nella tristemente famosa TyssenKrup qualcuno si fosse preso la briga di segnalare (un po’ come la bicicletta di cui parla Tommaso) estintori scarichi e quant’altro?
    I benpensanti mi diranno: ma chi poi si dorvrà attivare, e sentirsi responsabile se non si attiva, a fronte di tali segnalazioni? Tutti (e nessuno) saranno responsabili. Gli Organi incaricati alla Protezione dei lavorati e al Controllo della Sicurezza, in primo luogo il datore di lavoro, continueranno a svolgere i loro compiti, con i mezzi a disposizione, con maggiore o minore efficacia… ma non si potrà più dire: ah! l’avessimo saputo prima! Ne si potrà pensare che le cose avvengono per caso, quando sw esperti ci segneranno le mappe dei rischi…
    In ultimo, per carità, non invocatemi la privacy o il segreto industriale, la rabbia del lavoratore o la concorrenza sleale tra imprenditori, e mille altri umani sentimenti, che potrebbero inficiare la correttezza delle informazioni pubblicate… la Comunità saprà discernere!
    Diamoci da fare, inaillini, non lasciamo cadere nel nulla l’esortazione del buon vecchio Marco Stancati.

    Elvira

    10 gennaio 2010 at 9:07 PM

  3. Whats up are using WordPress for your site platform? I’m new to the blog world but I’m trying to get started and set up my own.
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    office space arlington

    22 luglio 2013 at 2:13 PM


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