Il Web 2.0 e l'innovazione nella PA

"La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato in altri progetti” (J.L.)

Archive for settembre 2010

Lo sviluppo del software secondo un approccio collaborativo

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Ferdinando Gorga (linkedin)

Ciascuno di noi è cosciente di come la disponibilità di Internet e della sua architettura ha modificato sostanzialmente e, si spera definitivamente, il modo di utilizzare i computer e l’informatica.  Nel corso degli ultimi quindici anni le aziende innovative hanno progressivamente adottato questa novità tecnologica, sfruttando la possibilità di veicolare facilmente informazioni e flussi di denaro per le esigenze di un business sempre più dinamico.

Oggi è difficile immaginare che qualcuno di noi, possessori di PC o notebook, non si connetta in qualche modo ad Internet; lo facciamo sempre più numerosi, anche con dispositivi nuovi come i nostri smartphone, per accedere ai servizi di posta elettronica e di messaggistica, o ai servizi offerti nelle modalità innovative del Web 2.0 e del Social Networking.  Lo facciamo sempre di più in tempo reale, in ogni momento della giornata, anche quando siamo lontani dalla nostra scrivania: Internet e i suoi servizi sono diventati ‘tascabili’.

Se Internet ha così radicalmente cambiato la concezione, l’approccio e l’utilizzo dell’informatica, è possibile ipotizzare un cambiamento altrettanto epocale, derivante dalle stesse tecnologie, anche nel settore dello Sviluppo del Software?

La risposta a questa domanda è assolutamente positiva se pensiamo alla tecnologia attuale e alla disponibilità commerciale di soluzioni adatte. Purtroppo invece è fatalmente negativa se pensiamo alla consuetudine operativa e alle prassi vigenti in un gran numero di progetti di sviluppo software.    Leggi il seguito di questo post »

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Written by Pietro Monti

30 settembre 2010 at 1:36 PM

Solo le raccomandazioni potranno salvare l’Italia

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di Emiliano Pecis (linkedin: http://it.linkedin.com/in/pecis)

Prima di tutto mettiamoci d’accordo sui termini. Solo in Italia la parola raccomandazione ha un’accezione negativa. Provate a chiedere ad uno dei più famosi dizionari online (wordreference.com) di tradurre la parola “raccomandazione”, ecco cosa ritorna:

il dizionario, come sinonimo di raccomandazione suggerisce anche spintarella. Peccato che per tutto il resto del mondo, la raccomandazione sia soltanto una semplice segnalazione, come ci suggerisce lo stesso dizionario quando gli chiediamo di tradurre dall’inglese all’italiano:

Che differenza c’è tra una raccomandazione intesa come spintarella e una raccomandazione intesa come semplice segnalazione? La prima fa leva su un rapporto di forze basato sulla subalternità: il potente di turno che chiede ad un suo subalterno di promuovere tizio o caio, al fine di intrecciare un virale rapporto clientelare (il raccomandato sarà a sua volta un suo subalterno). Per contro, la segnalazione è basata su un’assunzione di responsabilità: chi segnala si prende l’onere di garantire sulla persona indicata. Da una parte si produce un malcostume che, a sua volta, crea spesso e volentieri, incompetenza, opacità e sopraffazione, dall’altra si promuove una sana cultura meritocratica e trasparente.

Le raccomandazioni e il Web 2.0

Chiarito questo fraintendimento tutto italiano, provate ad immaginare cosa accade quando la sana segnalazione viene fatta da una moltitudine di persone, ovvero quando si fa leva su quella che viene definita,  intelligenza collettiva. Leggi il seguito di questo post »

Written by Pietro Monti

16 settembre 2010 at 9:49 PM