Il Web 2.0 e l'innovazione nella PA

"La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato in altri progetti” (J.L.)

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Lo sviluppo del software secondo un approccio collaborativo

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Ferdinando Gorga (linkedin)

Ciascuno di noi è cosciente di come la disponibilità di Internet e della sua architettura ha modificato sostanzialmente e, si spera definitivamente, il modo di utilizzare i computer e l’informatica.  Nel corso degli ultimi quindici anni le aziende innovative hanno progressivamente adottato questa novità tecnologica, sfruttando la possibilità di veicolare facilmente informazioni e flussi di denaro per le esigenze di un business sempre più dinamico.

Oggi è difficile immaginare che qualcuno di noi, possessori di PC o notebook, non si connetta in qualche modo ad Internet; lo facciamo sempre più numerosi, anche con dispositivi nuovi come i nostri smartphone, per accedere ai servizi di posta elettronica e di messaggistica, o ai servizi offerti nelle modalità innovative del Web 2.0 e del Social Networking.  Lo facciamo sempre di più in tempo reale, in ogni momento della giornata, anche quando siamo lontani dalla nostra scrivania: Internet e i suoi servizi sono diventati ‘tascabili’.

Se Internet ha così radicalmente cambiato la concezione, l’approccio e l’utilizzo dell’informatica, è possibile ipotizzare un cambiamento altrettanto epocale, derivante dalle stesse tecnologie, anche nel settore dello Sviluppo del Software?

La risposta a questa domanda è assolutamente positiva se pensiamo alla tecnologia attuale e alla disponibilità commerciale di soluzioni adatte. Purtroppo invece è fatalmente negativa se pensiamo alla consuetudine operativa e alle prassi vigenti in un gran numero di progetti di sviluppo software.    Leggi il seguito di questo post »

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Written by Pietro Monti

30 settembre 2010 at 1:36 PM

Web 2.0 e la sicurezza delle applicazioni

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di Ettore Robustelli

applicazioni-sic-11Con il termine “Web 2.0” si intende genericamente l’evoluzione di Internet, ed in particolare del World Wide Web, dall’obsoleto “Web 1.0” statico, con i frameset e le estensioni proprietarie dell’HTML, monotematico e con le connessioni internet dial-up a 56K, nel quale l’utente era esclusivamente consumer dei servizi offerti, verso un mondo, “il Web 2.0 appunto”, che mette al centro la dimensione sociale della rete e che fa della condivisione dei contenuti un punto cardine, che prevede quindi applicazioni multicanale, con contenuti diversificati e un’elevata interazione tra l’utente e l’applicazione stessa. Un mondo nel quale l’utente diventa prosumer ovvero produttore e contemporaneamente consumatore dei contenuti offerti dalle applicazioni (ad es. blog, forum, chat, sistemi quali Wikipedia, Youtube, Facebook, Myspace, Gmail, WordPress ecc.).  >>>>>>>>>>>>> Leggi il seguito di questo post »

Written by Pietro Monti

29 marzo 2009 at 10:31 PM

Pubblicato su applicazioni web, web 2.0

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Il futuro delle applicazioni web 2.0 accessibili

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 di Tullio Nascimben*

accessibilita-bollino2Negli ultimi 4 anni il compito arduo di tutti gli operatori in ambito web è stato coniugare la normativa italiana (legge “Stanca” 4/2004 e successive direttive Cnipa) con le esigenze di pubblicazione di contenuti e servizi su internet.

Le difficoltà maggiori sono state più di natura culturale che tecnologica. I limiti tecnologici sono sostanzialmente riconducibili ai “sistemi editoriali” adottati, ovvero sistemi di gestione contenuti (CMS – Content Management System ), alla gestione delle pagine web (DTP – Desktop Publishing ) o all’utilizzo di framework  inappropriati per la scrittura degli (per la conformità con gli) standard richiesti.

 Dal punto di vista culturale le difficoltà sono state di chi:

  • ha volutamente ignorato per incompetenza che non vi sono limiti alla creatività (“…non voglio rinunciare alla grafica per avere solo testo nero su bianco…), ma ha vissuto con angoscia il timore di sanzioni, che, tra l’altro, non sono mai arrivate;
  • con superficialità ha pensato di intervenire solo alla fine (“…abbiamo sviluppato il portale… adesso rendiamolo accessibile…”), dimenticando che tali requisiti richiedono un impegno sin dalla fase ideativa del progetto;
  • ha avuto il compito di affiancare e supportare i gruppi di sviluppo, ma, forte di una breve esperienza maturata, con una rigidità (“talebana” direbbe qualche persona che conosco), ha invece contribuito a generare confusione “panico da implementazione” nei responsabili IT (“…preferisco lasciare tutto così come è, piuttosto che imbarcarmi in una riprogettazione…).

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Written by Pietro Monti

17 marzo 2009 at 9:28 PM

Pubblicato su accessibilità, applicazioni web

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