Il Web 2.0 e l'innovazione nella PA

"La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato in altri progetti” (J.L.)

Archive for the ‘organizzazione aziendale’ Category

Facebook: Il sito non è conforme alle politiche aziendali !

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di Vincenzo Marchese

Giorgio GaberI sociologi G.G. e S.L. nel 1994 commentavano: “Il secolo che sta morendo è un secolo piuttosto avaro nel senso della produzione di pensiero.”. Come facciamo però a misurare la bontà di pensiero, o meglio, come facciamo a dare una metrica coerente della qualità di ciò che il cervello umano produce? Una misura di ciò potrebbe essere il numero di articoli scientifici prodotti nel mondo; se prendiamo questi dati osserviamo che dagli anni ’80 al 2000 c’è stato un incremento del 70% nel numero di articoli scientifici pubblicati nel mondo. La nostra povera Italia ha avuto un incremento di circa il 240% nello stesso periodo. A quanto pare il pensiero non è poi così scarso, soprattutto in Italia. Ma è veramente così? La metrica considerata è purtroppo solo quantitativa e non qualitativa. Una metrica qualitativa che fornisca una dimensione della qualità di ciò che il pensiero umano produce potrebbe essere la misura del benessere nazionale e già qui vedo una fila di economisti, con pacchi di articoli scientifici (sicuramente inclusi nel conto prima citato), pronti a citare indici di ogni tipo, a partire dal classico PIL, per il quale l’Italia ha avuto un calo dell’85%, fino ad arrivare al tasso di disoccupazione, e qui mi si permetta di citare l’Economist che qualche tempo fa ricordava argutamente il vecchio detto secondo il quale se il tuo vicino perde il lavoro è in atto un rallentamento congiunturale, se sei tu a perderlo è cominciata una recessione, mentre se lo perde un economista siamo sprofondati in una depressione.  >>>  Leggi il seguito di questo post »

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Written by Pietro Monti

7 gennaio 2010 at 2:41 PM

Decentramento: abituare a decidere

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di Antonio Tommaso

decentramentoAlla fine degli anni ’90 entrò prepotentemente alla ribalta del dibattito politico nazionale il tema della relazione tra poteri centrali e periferici. La periferia, sostenuta dalla pubblica opinione, iniziò a reclamare maggiore autonomia di governo e maggiore controllo nell’impiego delle risorse finanziarie generate dall’economia locale. Questo processo nel tempo si è sviluppato e ha consentito di ridisegnare i rapporti di forza tra poteri, che sono oggi differenti rispetto a dieci anni prima.

Di riflesso anche alcune amministrazioni iniziarono a ripensare se stesse studiando ipotesi di decentramento. Non è ben chiaro – almeno a me – se questi tentativi fossero sostenuti da un reale convincimento riguardo ai benefici ottenibili con la nuova organizzazione delle responsabilità. Non sempre infatti avviare un progetto significa desiderare che il progetto avviato giunga a compimento: è possibile che si avvii con il desiderio che fallisca, per rafforzare lo status quo.

Sia detto qui per inciso: “rafforzare lo status quo” non è detto che sia sempre un male e quindi le affermazioni precedenti non costituiscono una critica o un elogio di determinate modalità di governo di una amministrazione. E’ forse uno dei mali dei nostri tempi quello di usare le parole non per descrivere, per definire, ma piuttosto per elogiare o per criticare. Il risultato che si ottiene è quello di orientare la volontà alla ricerca del consenso invece di orientare l’intelligenza alla ricerca della verità delle cose. La stessa sigla “2.0” non sfugge a questa logica: dire che una cosa è “2.0” significa ormai farle un complimento. >>>>> Leggi il seguito di questo post »

Written by Pietro Monti

9 settembre 2009 at 12:10 PM

Trasparenza “not found”

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operazione trasparenzaCome faccio ormai di frequente, volevo farmi un giro nel sito del Ministero per la PA e l’Innovazione  ma quando sono arrivato nella home page ho visto in risalto l’”Operazione Trasparenza”. Va detto che il sito del Ministero ha la bellissima usanza di sostituire la propria home page con l’ultma notizia da mettere in risalto. Ormai giro in quel sito come affezionato lettore da parecchio tempo perché trovo le notizie più preziose in termini di innovazione ma a volte anche i messaggi più preoccupanti in termini di “cultura del lavoro”, ma tant’è…. .

Devo dire che mi da un pò fastidio quella piccola foto sulla sinistra che riporta la scritta “via i fannulloni” sul  “Muro a lato dell’entrata delle Poste centrali di Milano “. fannulloniNon perché sembra far trasparire il desiderio di dire che “la gente mi ama” ma perché continua a spargere quel senso di criminalizzazione dei lavoratori pubblici che non è certamente l’ingrediente più adatto per la crescita della coscienza civica di questo paese. La foto della manifestazione sindacale sulla destra, che sembra messa a posta per “controbilanciare”, ha tutt’altro peso perché in una democrazia moderna un Ministro “deve” sempre essere “criticato”, con i canali ed i modi propri di un paese civile, ma pur sempre “criticato“! Guai se così non fosse!

Insomma volevo entrare per visualizzare l’elenco dei consorzi e delle società a partecipazione  pubblica come previsto dalla legge Finanziaria 2007 http://www.innovazionepa.it/ministro/ministro_brunetta/6264.htm  ma ….. acc… “page not found”.

Ho provato ad entrare nell’”archivio notizie” http://www.funzionepubblica.it/ministro/salastampa/notizie/6047.htm ma neanche da qui è stato possibile visualizzare l’elenco dei consulenti http://www.funzionepubblica.it/ministro/trasparenza/incarichi_2009/Incarichi_consulenti.htm .

Peccato, sarà per un’altra volta. Adesso è notte fonda, probabilmente quando leggerete questo post la pagina sarà stata riattivata ed i tecnici del ministero avranno sicuramente risolto il problema. Ma per il momento di trasparenza neanche a parlarne 😉

Vi riporto comunque la nota del portavoce del ministro Brunetta, pescata in rete: «la banca dati contiene le informazioni riguardanti la misura della partecipazione, la durata dell’impegno, l’onere complessivo a qualsiasi titolo gravante per l’anno 2009 sul bilancio dell’amministrazione, il numero dei rappresentanti dell’amministrazione negli organi di governo, nonché il trattamento economico complessivo a ciascuno di essi spettante».

Tornando alla “Trasparenza” ogni volta che sento questa parola mi corre un brivido lungo la schiena. >>>> Leggi il seguito di questo post »

Written by Pietro Monti

3 luglio 2009 at 12:30 AM

Facciamo autogestione?

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di Carlo Biasco

Autogestione dei dati e dei processi 

Vari articoli (e relativi commenti) negli ultimi tempi hanno trattato del tema dell’innovazione della P.A.. Fermi restando i discorsi sulle leaderships forti, in grado di avere una vision sull’innovazione, sarebbe auspicabile già che in questo momento (e forse da questo punto di vista, la situazione è propizia) ci sia una leadership tesa a sposare l’innovazione spontanea.

Il tema da percorrere, secondo me, è senza dubbio quello del servizio “just in time” per l’utenza, che dovrebbe autogestire le proprie richieste alla P.A., fruendo con modalità più interattive delle attuali dei servizi messi a disposizione dalle organizzazioni stesse.

Dal lato dei rapporti con l’utenza esterna, sarebbe ipotizzabile che l’utente, analogamente a quanto avviene oggi se si vuole acquistare sul web una polizza assicurativa, possa autodeterminare il servizio richiesto, mediante la compilazione guidata di alcuni campi, lasciando al Portale pubblico il mero compito di verificare la coerenza delle dichiarazioni espresse con quelle contenute in altre banche dati, utilizzando e valorizzando la cooperazione applicativa (SPC). Leggi il seguito di questo post »

Written by Pietro Monti

22 giugno 2009 at 9:01 PM

PA 2.0: essere o non essere, questo è il dilemma

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di Antonia d’Elia

essereononessereL’indagine Amministrare 2.0 realizzata da PanelPA qualche mese fa ci restituisce in cifre una Pubblica Amministrazione che tarda a imboccare le nuove strade del web: “il 76% di chi negli ultimi mesi si è collegato al sito web di una pubblica amministrazione lo ha fatto per ricevere informazioni”, “il 47%  pensa che la diffusione di strumenti web 2.0 nella PA locale è ferma ancora ad uno stadio di sperimentazione limitato ad alcune realtà” e “il 52% ritiene che ad ostacolare la diffusione di questi sistemi sia soprattutto una resistenza di tipo culturale, più che le difficoltà organizzative, l’insensibilità politica o la complessità tecnologica”. “Solo il 12% del campione ipotizza che i cittadini avrebbero più voce nella gestione della cosa pubblica, qualora la PA adottasse soluzioni 2.0, mentre il 71% si ferma a uno step meno avanzato e parla di una maggiore immediatezza nei rapporti cittadino-istituzione”.

Questi numeri parlano, dunque, di cittadini che esprimono ancora  bisogni di base verso la PA, cittadini cioè  la cui prima preoccupazione è ottenere informazioni. Non ci pensano proprio a proporsi in modo attivo, a partecipare, a fare insomma i prosumer. Aggiungo io: forse perché ottenere informazioni chiare ed esaustive è già una bella sfida. Leggi il seguito di questo post »

Written by Pietro Monti

15 giugno 2009 at 6:44 PM

Pubblicato su organizzazione aziendale

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E se Facebook fosse l’imborghesimento del web?

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di  Marco Stancati

E se Facebook fosse l’imborghesimento del web? O, per meglio dire, l’uso prevalente che si fa di FB. Arrivo dopo una serie di commenti (al post “vietato chattare) e quindi ho il vantaggio di essermi arricchito delle riflessioni di chi mi ha preceduto e posso lanciare questa provocazione.

Cominciamo con il ricordare che anche in moltissime aziende private è impedito l’accesso dalla rete aziendale ai Social Network e alla Blogosfera. Quindi non è un problema dei soliti oscurantisti del settore pubblico. Forse stupirà qualcuno sapere che anche nelle aree deputate all’innovazione e alla creatività, leggasi agenzie di pubblicità e boutique creative, è arrivato in maniera diffusa il medesimo stop.

Fughiamo un possibile equivoco di fondo: “enterprise 2.0” non vuol dire che un’azienda consente l’uso generalizzato, continuo e personalistico della rete aziendale ai suoi collaboratori. Bensì che l’azienda, sul fronte del rapporto con il mercato, ha fatto del dialogo interattivo con i suoi clienti una strategia e che accetta regole e strumenti del social networking e, sul versante della comunicazione interna, dà spazio al Knwoledge Sharing importando nella Intranet gli strumenti  finalizzati alla costruzione comune del patrimonio aziendale di conoscenze. Leggi il seguito di questo post »

Written by Pietro Monti

2 giugno 2009 at 4:27 PM

Vietato chattare

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facebook2L’Arma dei CC ha vietato pochi giorni fa l’accesso a Facebook dalla rete interna. Da questa settimana anche l’INAIL , ma ancor prima le Poste, Il Comune di Milano, la Regione Lombardia.
La Regione Friuli-Venezia Giulia ha chiuso drasticamente tutto con una decisione bipartisan nella quale Gianfranco Moretton (all’opposizione con il PD) ha sostenuto: “L’uso di Internet non rientra nei compiti del dipendente pubblico. In questo modo, ci sarà maggiore attenzione e celerità nell’espletamento delle procedure burocratiche da parte dei dipendenti pubblici, quindi una migliore risposta ai cittadini“. Alla Provincia ed al Comune di Como stanno pensando di concedere al massimo un’oretta di navigazione libera durante la pausa pranzo, una strategia simile a quella adottata dal Comune di Napoli. Chissà quante altre amministrazioni seguiranno questi esempi, soprattutto adesso che il Ministro Brunetta , dopo i tornelli, sta iniziando a prendere di mira anche il presunto uso improprio del web durante l’orario di lavoro.

La cosa non mi sorprende molto, sono parecchie le intranet che da sempre hanno posto  limitazioni alla navigazione esterna e non solo verso i social network, persino verso un uso diffuso della semplice posta elettronica per non parlare dell’accesso ai “peer to peer”, a Torrent, Emule, Youtube, etc…  Ho scoperto da poco che il traffico generato dall’accesso a Youtube di quest’anno, equivale da solo all’intero traffico Internet del 2000 !!!

Alcune aziende hanno strutturato l’utilizzo secondo filtri e criteri diversi, gli addetti agli sportelli sono comunemente esclusi da qualsiasi accesso alla rete pubblica, differenziando quindi l’utilizzo della rete secondo una policy di profilazione, purtroppo spesso solo gerarchica, altre volte funzionale. Leggi il seguito di questo post »

Written by Pietro Monti

22 maggio 2009 at 12:22 AM