Il Web 2.0 e l'innovazione nella PA

"La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato in altri progetti” (J.L.)

Archive for the ‘web 2.0’ Category

Solo le raccomandazioni potranno salvare l’Italia

with 2 comments


di Emiliano Pecis (linkedin: http://it.linkedin.com/in/pecis)

Prima di tutto mettiamoci d’accordo sui termini. Solo in Italia la parola raccomandazione ha un’accezione negativa. Provate a chiedere ad uno dei più famosi dizionari online (wordreference.com) di tradurre la parola “raccomandazione”, ecco cosa ritorna:

il dizionario, come sinonimo di raccomandazione suggerisce anche spintarella. Peccato che per tutto il resto del mondo, la raccomandazione sia soltanto una semplice segnalazione, come ci suggerisce lo stesso dizionario quando gli chiediamo di tradurre dall’inglese all’italiano:

Che differenza c’è tra una raccomandazione intesa come spintarella e una raccomandazione intesa come semplice segnalazione? La prima fa leva su un rapporto di forze basato sulla subalternità: il potente di turno che chiede ad un suo subalterno di promuovere tizio o caio, al fine di intrecciare un virale rapporto clientelare (il raccomandato sarà a sua volta un suo subalterno). Per contro, la segnalazione è basata su un’assunzione di responsabilità: chi segnala si prende l’onere di garantire sulla persona indicata. Da una parte si produce un malcostume che, a sua volta, crea spesso e volentieri, incompetenza, opacità e sopraffazione, dall’altra si promuove una sana cultura meritocratica e trasparente.

Le raccomandazioni e il Web 2.0

Chiarito questo fraintendimento tutto italiano, provate ad immaginare cosa accade quando la sana segnalazione viene fatta da una moltitudine di persone, ovvero quando si fa leva su quella che viene definita,  intelligenza collettiva. Leggi il seguito di questo post »

Written by Pietro Monti

16 settembre 2010 at 9:49 PM

L’evoluzione degli Uffici Comunicazione

with 10 comments


ComunicazioneLa gestione dei social network, la partecipazione attiva, la riorganizzazione dei Portali in ottica 2.0 e l’avvento del web semantico, possono svilupparsi senza una rivisitazione del ruolo degli Uffici e delle Direzioni che gestiscono la Comunicazione all’interno delle grandi organizzazioni pubbliche? Quali sono le competenze anche professionali per affrontare, gestire e favorire l’innovazione?

Premessa 

I social network ed i portali a vocazione 2.0 sono sistemi complessi e, come tali, hanno un altissimo livello d’imprevedibilità. Un network può essere un prodotto, ma è sempre allo stesso tempo un esperimento sociale, psicologico e tecnologico. Implementare un social network o riprogettare un Portale in ottica web 2.0, non significa automaticamente un successo. Quello che può essere davvero considerato un successo è riuscire a costruire un’organizzazione che prenda decisioni collettive, che scriva contenuti in modo collaborativo, ma che soprattutto aumenti l’intelligenza collettiva.

La quantità di fattori in gioco, di feedback e di reazioni individuali, rendono previsioni e controlli quasi impossibili. È il fattore umano, quindi, a determinare il successo o meno del processo dell’innovazione per la creazione di valore. Quello che fa la differenza è il grado di partecipazione, collaborazione e condivisione sia nella creazione dei contenuti sia nella stessa progettazione dei servizi.

Le funzionalità targate 2.0., anche le più innovative, perdono quindi di significato se non riescono a penetrare il tessuto sociale e se non sono messe al servizio di contenuti e servizi mirati agli effettivi bisogni funzionali dei visitatori. D’altra parte, sono proprio il fattore umano e la maturità culturale che permettono la partecipazione e la condivisione di informazioni e, quindi, il successo di un processo di innovazione.

La partecipazione non è un risultato scontato neanche all’interno di una intranet. Qui, infatti, entrano in gioco dinamiche sociali, paure e resistenze legate soprattutto all’appartenenza a una comunità strutturata e spesso fortemente gerarchica. La paura di bloggare di alcuni dipendenti e dirigenti, ad esempio, può essere dovuta al timore reverenziale che si ha per i propri superiori, il timore di contraddirli o, peggio, di mettere a rischio la propria o altrui immagine condividendo informazioni con i colleghi. Spesso la paura non è solo nel bloggare ma perfino nel non mostrare i blog altrui, neanche quando parlano della propria organizzazione.   >>>>>  Leggi il seguito di questo post »

Written by Pietro Monti

26 luglio 2009 at 12:35 PM

Web 2.0 e la sicurezza delle applicazioni

leave a comment »


di Ettore Robustelli

applicazioni-sic-11Con il termine “Web 2.0” si intende genericamente l’evoluzione di Internet, ed in particolare del World Wide Web, dall’obsoleto “Web 1.0” statico, con i frameset e le estensioni proprietarie dell’HTML, monotematico e con le connessioni internet dial-up a 56K, nel quale l’utente era esclusivamente consumer dei servizi offerti, verso un mondo, “il Web 2.0 appunto”, che mette al centro la dimensione sociale della rete e che fa della condivisione dei contenuti un punto cardine, che prevede quindi applicazioni multicanale, con contenuti diversificati e un’elevata interazione tra l’utente e l’applicazione stessa. Un mondo nel quale l’utente diventa prosumer ovvero produttore e contemporaneamente consumatore dei contenuti offerti dalle applicazioni (ad es. blog, forum, chat, sistemi quali Wikipedia, Youtube, Facebook, Myspace, Gmail, WordPress ecc.).  >>>>>>>>>>>>> Leggi il seguito di questo post »

Written by Pietro Monti

29 marzo 2009 at 10:31 PM

Pubblicato su applicazioni web, web 2.0

Tagged with

I “micromedia” per una P.A. “dal basso”

with one comment


di Adriano Bernetti *

Il web di seconda generazione sta cambiando i rapporti tra organizzazioni e persone. Su questa affermazione credo che possiamo trovare tutti un punto di incontro.  Siti web, corporate blog, social network ed enciclopedie virtuali costringono le aziende a ripensare la propria relazione con i clienti. Non è solo una questione di stile di comunicazione, c’è qualcosa di profondamente diverso.

massmedia Chi naviga sul web ormai non è solo lettore – più o meno consapevole – chiamato nel migliore dei casi a dare un proprio punto di vista, ma è, a pieno titolo, interprete del ruolo di creatore e divulgatore di contenuti e informazioni. Gli esperti dicono che il “consumer” di dati e informazioni si è trasformato in “prosumer”.

Le aziende devono ripensare alcuni principi, apparentemente inconfutabili fino a pochi anni fa. È  ormai chiaro che, su internet, le grandi campagne e il marketing tradizionale non funzionano perché la rete “mette in contatto gli individui che possono parlarsi attraverso strumenti comunicativi ed editoriali semplici, alla portata di tutti (cito qui Luisa Carrada in uno dei suoi Appunti, Dal Cluetrain Manifesto al Gonzo Marketing, nel mestierediscrivere.com). Lo fanno riunendosi intorno a siti dove possono condividere passioni, interessi, valori. Siti quasi sempre più visitati e autorevoli dei siti aziendali. Siti organizzati e “vissuti” da persone concrete, divertenti, oneste, attendibili.
>>>>>>> Leggi il seguito di questo post »

Written by Pietro Monti

2 marzo 2009 at 10:20 PM

Azienda 2.0, quanto sei bella dentro?

with 7 comments


la comunicazione d’impresa tra nuove tecnologie e antiche suggestioni

 di  Marco Stancati

La rivoluzione digitale ha investito la comunicazione e l’ha obbligata a ripensarsi. L’interconnesione costante ha alterato alcuni ritmi comunicativi e il rapporto tra approfondimento, riflessione ed esternazione. I blog sono diventati quasi un’unità di misura dell’identità digitale delle persone e delle aziende. I social Network hanno spiazzato gli uomini di marketing: quello che si dice nelle comunità sulla rete può amplificare o distruggere una costosa campagna pubblicitaria e, soprattutto, può esaltare o danneggiare un prodotto, un servizio, l’immagine di un’azienda.

key_id304145_size480Anche nella comunicazione interna il modello trasmissivo mostra i suoi limiti, ma il passaggio a un più adeguato modello inferenziale turba i sonni di Ceo e Manager che si dichiarano convinti cittadini del Web 2.0 ma rimpiangono talvolta la filosofia esistenziale e comunicativa del Marchese del Grillo ([1]).

 Povero manager vissuto per anni su una certezza: ho più informazione dei miei collaboratori, quindi ho più potere. Internet all’esterno e la Intranet all’interno delle imprese hanno rivoluzionato la mappa del potere informativo in azienda, attraverso un processo di diffusione in tempo reale di dati, documenti, conoscenze. E il manager si trova a dover fare il suo vero mestiere, ma che raramente ha fatto finora: non più il dispensatore d’informazione ma il facilitatore dei processi di condivisione e d’implementazione del patrimonio di conoscenze in azienda. Il suo status gli sarà riconosciuto d’ora in avanti, in virtù della sua capacità di garantire la costante riorganizzazione della struttura che gli è affidata; riorganizzazione finalizzata al miglior servizio possibile ai clienti o agli utenti. E per far questo ha bisogno di flussi comunicativi bidirezionali, di una comunicazione interna senza soluzione di continuità con quella esterna.     >>>>>

Leggi il seguito di questo post »

Written by Pietro Monti

23 febbraio 2009 at 12:14 AM

FORUM PA EXPO’09: uno speciale “Zoom Amministrare 2.0”

with one comment


forum_pa_expoQuest’anno il FORUM PA 2009 dedica un’intera sezione espositiva e congressuale ai servizi on line per i cittadini e al nuovo modo di concepire il servizio pubblico con uno speciale  Zoom Amministrare 2.0. 

Sono sicuro che non assisteremo, proprio su questo argomento, a passerelle rituali. ForumPA ci ha abituati a momenti alti ed importanti di riflessione ma forse, proprio sul 2.0, quest’anno sarà più difficile che riuscirà a farci portare a casa qualche elemento significativo di chiarezza. Le best practices ed il modo di presentarle saranno fondamentali.

Le idee, le riflessioni girano intorno ad una innovazione tecnologica nella PA tutta da cogliere, ambiguità da chiarire e prospettive sicuramente più che interessanti per la Pubblica Amministrazione che potrebbero consentire di accedere a strumenti innovativi, ridurre i costi e recuperare efficienza. Gli argomenti principali di riflessione sono i seguenti:

  • Creare portali di servizio realmente orientati al cittadino, progettati a partire dalla user experience con contenuti generati dagli utenti stessi;
  • convogliare i servizi di telecomunicazione su linee internet (VOIP), utilizzare la videoconferenza IP per comunicare meglio tra sedi diverse, utilizzare strumenti di messaggistica integrata, valorizzare la NetPresence;
  • ricorrere a soluzioni WEB 2.0. per avviare processi di coinvolgimento degli utenti, interazione orizzontale, inclusione sociale, produzione diffusa di contenuti e autogestione della qualità del dato. 

Leggi il seguito di questo post »

Written by Pietro Monti

18 febbraio 2009 at 1:15 PM

WEB 2.0: un problema per la PA e quindi un’opportunità

with 4 comments


Autore: Marco Neri
p1121_web1vsweb2Il concetto di Web 2.0 è nebuloso ed è notorio che  se si chiede a dieci esperti diversi la definizione di web 2.0, si riceveranno sicuramente dieci differenti risposte. Per non essere da meno esprimo la mia, poco legata alla moda, al glamour, alla visibilità su internet e all’essere trendy.  Per me il web 2.0 è un concetto che viene da lontano, passa per i sistemi Enterprise, per la Service Oriented Architecture e rende quest’ultima più facile ed usabile. In buona sostanza è l’evoluzione naturale che dovrebbero avere tutti i sistemi informativi del  mondo ( e non è un caso che Microsoft, Google, IBM, Apple, Sun, Cisco ….. stiano investendo miliardi di dollari per dotarsi di piattaforme abilitanti alla massima interattività e facilità di utilizzo); fino ad ora infatti, l’informatica è stata fatta da informatici, usando terminologie informatiche, spesso obbligando le persone che usufruiscono dei sistemi informativi a strani virtuosismi mnemonici e pratici.

E’ pur vero che fino a che non c’era la banda larga, l’interattività e la usabilità erano un sogno che non ci potevamo permettere: si è incominciato a parlare di web 2.0 solo dopo che internet si è velocizzato. Ma ormai i tempi sono maturi. Le tecnologie del Web 2.0 si conoscono da anni ma solo ultimamente sono state usate in modo diffuso: sono convinto che può essere anche una ricetta anticiclica per uscire dalla crisi economica. Alcune teorie economiche famose, ma tornate di moda solo da poco, ci dicono che durante un periodo di boom si forma una riserva di invenzioni potenzialmente usabili che non vengono sfruttate dato che e’ tanto piu’ facile continuare a sfornare prodotti noti, provati, lucrosi. La mancanza di innovazioni applicative durante gli anni di boom dovrebbe essere considerata come la causa della fine dello stesso boom e del processo che conduce alla recessione ed alla depressione. Si ricorre all’ innovazione come ultima risorsa, quando ci si trova al punto piu’ basso della depressione, e l’onda di innovazioni crea nuovi settori industriali e fornisce l’impulso per uscire dalla depressione. (continua)

Leggi il seguito di questo post »

Written by Pietro Monti

3 febbraio 2009 at 9:29 PM