Il Web 2.0 e l'innovazione nella PA

"La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato in altri progetti” (J.L.)

Posts Tagged ‘comunicazione interna

INAIL – L’Innovazione tecnologica e metodologica al servizio del mondo del lavoro

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Questo articolo è dedicato alla “Convention” della Consulenza per l’Innovazione Tecnologica (CIT) e della Consulenza Statistica Attuariale dell’INAIL  (Roma – 15-16-17/04/2009). Vi prego di non considerarlo un resoconto fedele per tre semplici ragioni: 1) perché non vuole essere una cronaca (non ero neanche presente a tutti gli interventi); 2) perché citerò solo le cose che mi hanno fatto riflettere, forse neanche le più importanti per le finalità dell’evento; 3) perché questo è un Blog personale e non un “sito ufficiale” e quindi …   😉 . Ovviamente ogni commento, proprio perché è un Blog, è auspicato e sarà il benvenuto.

La tavola rotonda, moderata da Marco Stancati, è stato un bel momento di confronto a cui hanno partecipato tutte le Direzioni Centrali coinvolte dalle tematiche del convegno: Organizzazione, Sistemi Informativi, Prestazioni, Contarp, Rischi, Sovraintendenza Medica, Prevenzione, Direzione Regionale Lazio.
Le “sollecitazioni” di Stancati nel corso della tavola rotonda si riassumono così: siamo pronti per gestire uno scenario di servizi in rete nel quale l’utente non è più un utente passivo ma un protagonista? Un soggetto che concorre a creare informazioni, contenuti e perfino, esso stesso, servizi?  Riusciamo a fare i conti con una  comunicazione in rete che non possiamo controllare e che non si muove più sui soliti schemi dentro-fuori? (“Impresa 4.0” [1])? Riusciamo a misurare la soddisfazione di un utente che non si basi più solo sugli schemi prefissati di un questionario?  Riusciamo a percepire che, nei servizi in rete, alcuni concetti come “reputazione” sono diventati elementi di tipo organizzativo?
A queste aggiungo le mie considerazioni: la “reputazione” non è più solo un elemento di tipo etico, morale e sociale e neanche un elemento legato solo all’immagine aziendale. >>> Leggi il seguito di questo post »

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Formazione, “benessere-organizzativo”, comunicazione ………..

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Recensione del libro: “Comunicazione Pubblica 2.0 – Tecnologie, linguaggi, formati (a cura di Lovari A., Masini M.)

 …e poi basta co’ sti’ blog e le fesserie 2.0 comuniste (2.0=social=comunista) con più scrittori che lettori (e poi ci tocca fa’ le centrali atomiche per tenere in piedi tutti sti’ CED)!

lovari-libroQuesta battuta, che cerca di essere spiritosa, viene da un mio carissimo amico, un profondo conoscitore del mondo dell’informatica nelle sue più remote sfaccettature tecniche e nei suoi aspetti più strategici di business.  In realtà, anche se dalla battuta non si direbbe (è un ovvio paradosso), basta conoscerlo per sapere che proprio lui ha più a cuore di me i principi di riferimento del 2.0, con tutta la laicità, il disincanto e l’intelligenza che contraddistingue la sua persona.
Però quella battuta gira molto tra gli addetti ai lavori, tra coloro che normalmente identifichiamo come i progettisti e gli architetti di servizi  informatici.
Il libro che voglio presentare lo dedico a lui, non perché avrebbe bisogno di leggerlo più di altri, (anche se male non gli farebbe), tutt’altro. Lo dedico a lui perché con la sua battuta mi ha ricordato ancora una volta qual è la realtà di molti “addetti ai lavori”, di molti di coloro che conducono il gioco del business delle forniture informatiche e dei grandi progetti nella Pubblica Amministrazione.

Il libro è un testo curato da Alessandro Lovari, dottorando di ricerca in Scienze della Comunicazione presso Sapienza Università di Roma e tecnico della comunicazione pubblica e istituzionale presso l’Università degli Studi di Siena e da Maurizio Masini, ricercatore presso il dipartimento di Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Siena, esperto in progettazione di prodotti multimediali per la comunicazione.

Si tratta di una raccolta di saggi frutto di un ciclo di seminari organizzato dall’Università di Siena secondo un modello formativo originale nei contenuti e nelle modalità di erogazione. Lo scopo è quello di conoscere e comprendere come web 2.0, social network, multicanalità e multimedialità stiano cambiando la comunicazione pubblica. Leggi il seguito di questo post »

Written by Pietro Monti

12 marzo 2009 at 7:27 AM

I “micromedia” per una P.A. “dal basso”

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di Adriano Bernetti *

Il web di seconda generazione sta cambiando i rapporti tra organizzazioni e persone. Su questa affermazione credo che possiamo trovare tutti un punto di incontro.  Siti web, corporate blog, social network ed enciclopedie virtuali costringono le aziende a ripensare la propria relazione con i clienti. Non è solo una questione di stile di comunicazione, c’è qualcosa di profondamente diverso.

massmedia Chi naviga sul web ormai non è solo lettore – più o meno consapevole – chiamato nel migliore dei casi a dare un proprio punto di vista, ma è, a pieno titolo, interprete del ruolo di creatore e divulgatore di contenuti e informazioni. Gli esperti dicono che il “consumer” di dati e informazioni si è trasformato in “prosumer”.

Le aziende devono ripensare alcuni principi, apparentemente inconfutabili fino a pochi anni fa. È  ormai chiaro che, su internet, le grandi campagne e il marketing tradizionale non funzionano perché la rete “mette in contatto gli individui che possono parlarsi attraverso strumenti comunicativi ed editoriali semplici, alla portata di tutti (cito qui Luisa Carrada in uno dei suoi Appunti, Dal Cluetrain Manifesto al Gonzo Marketing, nel mestierediscrivere.com). Lo fanno riunendosi intorno a siti dove possono condividere passioni, interessi, valori. Siti quasi sempre più visitati e autorevoli dei siti aziendali. Siti organizzati e “vissuti” da persone concrete, divertenti, oneste, attendibili.
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Written by Pietro Monti

2 marzo 2009 at 10:20 PM

Migliorare la partecipazione e condividere le decisioni

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Negli ultimi anni la Pubblica Amministrazione ha investito molto nella capacità di  fornire ai cittadini ed alle aziende servizi on line sempre più evoluti.
Tuttavia ancora poche Amministrazioni hanno iniziato a riorganizzare al loro interno i processi e gli atteggiamenti culturali cogliendo l’occasione per rimodellare non solo il rapporto con il cittadino ma addirittura la stessa concezione di lavoro nel pubblico impiego. Nella corsa al “servizio on line” che ha caratterizzato questi anni di moltiplicazione di “portali”, si è continuato a considerare il Web solo come un mezzo per percorrere più velocemente un processo di comunicazione ed interazione che nella sua articolazione ha però avuto ben poche evoluzioni. In sostanza l’obiettivo resta ancorato al concetto di efficienza: fare meglio quello che è sempre stato, senza mutare i ruoli degli attori.
L’opportunità per ripensare lo scenario è data dal Web 2.0 che non va considerato come un fenomeno esclusivamente tecnico, come l’ennesima innovazione tecnologica di un esasperato feticismo tecnologico sul “mezzo”. Dall’idea del Web 2.0 e quindi oltre gli aspetti tecnologici, si diffonde la convinzione (o l’illusione) che possa migliorare il rapporto tra cittadino e Pubblica Amministrazione. Il Web 2.0 significa partecipare, condividere, collaborare, autogestire i propri dati ed i propri processi amministrativi. Questo può trasformare l’Amministrazione Pubblica in una rete sociale alla cui base ci potrà essere partecipazione attiva e dinamismo interattivo ossia gli ingredienti fondamentali per quella che viene definita “democrazia partecipativa” o e-democracy.
Tuttavia ogni volta che si parla di “modelli” o di “approcci” e non semplicemente di tecnologia già consolidata, è facile deviare verso false aspettative che non possono derivare semplicemente dall’innovazione tecnologica anche perchè, proprio nel caso in questione, si tratta in massima parte di tecnologia “riusata”.
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Written by Pietro Monti

16 gennaio 2009 at 9:31 PM