Il Web 2.0 e l'innovazione nella PA

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Lo sviluppo del software secondo un approccio collaborativo

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Ferdinando Gorga (linkedin)

Ciascuno di noi è cosciente di come la disponibilità di Internet e della sua architettura ha modificato sostanzialmente e, si spera definitivamente, il modo di utilizzare i computer e l’informatica.  Nel corso degli ultimi quindici anni le aziende innovative hanno progressivamente adottato questa novità tecnologica, sfruttando la possibilità di veicolare facilmente informazioni e flussi di denaro per le esigenze di un business sempre più dinamico.

Oggi è difficile immaginare che qualcuno di noi, possessori di PC o notebook, non si connetta in qualche modo ad Internet; lo facciamo sempre più numerosi, anche con dispositivi nuovi come i nostri smartphone, per accedere ai servizi di posta elettronica e di messaggistica, o ai servizi offerti nelle modalità innovative del Web 2.0 e del Social Networking.  Lo facciamo sempre di più in tempo reale, in ogni momento della giornata, anche quando siamo lontani dalla nostra scrivania: Internet e i suoi servizi sono diventati ‘tascabili’.

Se Internet ha così radicalmente cambiato la concezione, l’approccio e l’utilizzo dell’informatica, è possibile ipotizzare un cambiamento altrettanto epocale, derivante dalle stesse tecnologie, anche nel settore dello Sviluppo del Software?

La risposta a questa domanda è assolutamente positiva se pensiamo alla tecnologia attuale e alla disponibilità commerciale di soluzioni adatte. Purtroppo invece è fatalmente negativa se pensiamo alla consuetudine operativa e alle prassi vigenti in un gran numero di progetti di sviluppo software.    Leggi il seguito di questo post »

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Written by Pietro Monti

30 settembre 2010 at 1:36 PM

The Blogging Revolution

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Ho trovato in rete questo interessante rapporto del Prof. David C. Wyld Maurin Professor of Management e Director of Strategic e.Commerce/ e-Government Initiative presso la Southeastern Louisiana University del Luglio 2007 sulla diffusione dei blog nella Pubblica Amministrazione. Si tratta di uno studio commissionato dal Centro di competenza per la Pubblica Amministrazione di IBM che esamina gli utilizzi e i benefici di network sociali e blogging nel Settore Pubblico: “The Blogging Revolution: Government in the Age of Web 2.0“. Sono passati quasi due anni da quando è stato pubblicato negli USA eppure mantiene, soprattutto per l’Italia, un significativo valore di attualità. Il rapporto descrive dettagliatamente le attività di blogging di membri del Congresso, governatori, sindaci, dipartimenti di polizia e vigili del fuoco, e fornisce importanti chiarimenti sulla modalità di utilizzo del blogging all’interno degli enti pubblici per migliorare le comunicazioni interne e velocizzare il flusso delle informazioni. Il rapporto valuta inoltre il fenomeno del blogging nelle istituzioni e nelle grandi imprese americane con un’indagine sui top executive che lo utilizzano, esaminandone le potenzialità e le implicazioni. Nel rapporto si parla di “Corporate Blogging”, di “ROI of Blogging”, del “Blogging and internal Communications/Operations” ed un’interessante monitoraggio dei moltissimi “blog istituzionali” ovvero quei Blog gestiti da figure di riferimento per le istituzioni. C’è anche un interessante schema con le 10 raccomandazioni fondamentali per la gestione di un Blog in un contesto di E-Gov.

Il Web 2.0 è caratterizzato dall’aumento di contenuti generati dagli utenti su Internet, un ambiente in cui non è più necessario preoccuparsi degli aspetti tecnici dell’informatica. Il rapporto di Wyld è un’istantanea delle prime fasi di Web 2.0, in cui il fenomeno del blogging non è altro che una delle tecnologie più pubblicizzate per creare network sociali. Wyld si sofferma su altre tecnologie Web 2.0, come la creazione di siti wiki – dove migliaia di utenti collaborano congiuntamente per creare contenuti. Vengono illustrate diverse implementazioni di “situazioni ed identità virtuali” e social network tra cui quelle del mondo accademico con circa 100 università che utilizzano Second Life per condurre seminari on-line oppure i casi di società che lo utilizzano per condurre riunioni ed alimentare sinergie interne. E’ evidente che sull’ argomento Second Life si percepiscono in pieno i due anni ed i limiti di una visione datata del rapporto.

Per chi volesse visionarlo nella sua forma integrale questo è il documento originale oppure potete visionare le slide di presentazione del rapporto.  Buona lettura.

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Written by Pietro Monti

23 gennaio 2009 at 7:56 PM

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